polonia accessibile in piazza 2015
Diario dalla Polonia

Polonia accessibile? Pronti, partenza, via!

Quando a febbraio ho inviato la richiesta per partecipare all’Erasmus, tutto questo era una specie di sogno/incubo. Ero affascinata dall’idea di partire per l’Erasmus, di andare alcuni mesi fuori dall’Italia e vedere cosa ero davvero in grado di fare. Quando mi hanno dato l’ok per Cracovia ho avuto attimi di esaltazione. Ora sono a 3 settimane dalla partenza e gli attimi di esaltazione stanno lasciando il posto alla paura e all’ansia. Troverò una Polonia Accessibile? Sarò in grado di far fronte a tutto?

Perché andare in Polonia?

Già, me lo chiedo anche io. Quando ho dovuto scegliere le tre destinazioni da mettere sul modulo per l’Erasmus, ho pensato che avrei dovuto portare con me Andrea Chandra e che questo implicava un aumento delle spese. Quindi ho pensato a località che avessero un costo della vita basso e che mi permettessero di contenere i costi. Eravamo già state a Cracovia, 3 anni fa per Natale. Ci era piaciuta molto. Sapevo che Cracovia aveva un’università favolosa e allora ho pensato che poteva essere una buona scelta. In 3 giorni, nonostante l’hotel avevamo speso pochissimo. Ed eravamo in tre persone. Era sicuramente una buona scelta. Anche se non avevo alcuna idea di come organizzare il resto poi. E non ce l’ho nemmeno ora a dire il vero.

La Polonia Accessibile esiste?

Per quel poco che ho visto tre anni fa si, la Polonia accessibile esiste. Lo scopo di questi sei mesi di Erasmus, oltre a dare 5 esami in inglese (aiuto!!!) sarà anche quello di scoprire cosa e come è accessibile. Raccontarvelo man mano e poi scriverne una guida completa di itinerari e recensioni. Perché magari non a tutti viene voglia di andare così lontano senza sapere se in sedia a rotelle potranno visitare qualcosa e cosa. Io, tre anni fa, ero quasi all’inizio della mia vita in sedia a rotelle, e ho girato per il centro di Cracovia senza grossa fatica. Non ho ricordi di grosse difficoltà, ricordo di non aver visto macchine intralciare gli scivoli, e marciapiedi larghi e liberi. E un parco che circonda il centro storico, con un percorso che avevo fatto con la mia sedia a rotelle manuale, non avevo ancora il Triride. Quindi si, sono convinta che una Polonia accessibile esiste e che sia anche alla portata di tutti. 

Se avete voglia di condividere con me le vostre esperienze in Polonia, anche se non avete prestato attenzione all’accessibilità, inviatemi il link dei vostri post, magari li prendo come base per rifare gli stessi itinerari e verificare l’accessibilità. Potete mandare un’email o mettere un commento a questo post con il link e una descrizione al vostro. 

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